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“Forse sono ottuso, ma non posso capire che un uomo impieghi trenta pagine a descrivere come si gira e si rigira nel letto prima di prendere sonno.”
L'ODISSEA DELLA PUBBLICAZIONE E L'ACCOGLIENZA DELLA CRITICA

Cronologia della pubblicazione della Recherche

“Mio caro amico, mi dite che vi è un certo senso sociale … nel mio libro; accetto questo … complimento, e vedrete quanto è vero quando conoscerete gli altri due volumi. Tutto ciò che avete letto non acquisterà senso che allora … Spesso, come sapete, si dice di un grande artista che “a fianco del suo talento c’era un vecchio idiota dalle idee ristrette” ma poiché si ha già idea del suo genio, non si riesce davvero a immaginarlo stupido e ridicolo. Ho trovato più interessante mostrare prima Vinteuil come un vecchio scemo senza lasciar indovinare che invece ha del talento, per poi parlare solo nel secondo capitolo della  sublime sonata che Swann non si sognerebbe mai di attribuire a un idiota come lui. Così, non è un errore se nel primo capitolo, alla seconda o terza pagina, avete letto: “Sono a Tansonville da Mme de St-Loup?” mentre Tansonville è il paese di Swann; perché nel terzo volume Mlle Swann sposa Robert de St-Loup, che però conoscerete solo nel secondo volume” - (lettera di Proust a Lucien Daudet, da Autour de soixante lettres de Marcel Proust)
Nel 1912 Proust si rivolse all’editore Gaston Gallimard per far pubblicare Du côté de chez Swann, ma André Gide rifiutò di inserirlo nelle edizioni della Nouvelle Revue Française. Proust finanziò la pubblicazione dello Swann di tasca propria, e il libro fu pubblicato nel 1913.

Gide ammise l’errore nella lettera che inviò a Proust dopo la pubblicazione del Du côté de chez Swann, avvenuta nel gennaio del 1914 presso Grasset. Il testo qui tradotto è quello del brogliaccio della lettera di Gide.

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  “Non mi è mai riuscito di capire il docile e costante errore ottico che consiste nel testimoniare una certa qualità di entusiasmo solo retrospettivamente, a coloro che non sono più, per rifiutare questo privilegio senza restrizioni ai nostri contemporanei, soprattutto giovani: paura di sbagliare, abitudine, o altro ancora … E’ dunque facile prevedere che quando più tardi, molto più tardi, si parlerà del libro di Marcel Proust [lo Swann], esso apparirà come una straordinaria manifestazione dell’intelligenza del ventesimo secolo.” - Lucien Daudet  
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