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“Forse sono ottuso, ma non posso capire che un uomo impieghi trenta pagine a descrivere come si gira e si rigira nel letto prima di prendere sonno.”
L'ODISSEA DELLA PUBBLICAZIONE E L'ACCOGLIENZA DELLA CRITICA

Cronologia della pubblicazione della Recherche

Benjamin Crémieux fu uno dei primi critici, dopo la morte di Proust, a mettere in luce la rigorosa struttura della Recherche:
À la recherche du temps perdu è un’opera composta, nel senso più classico della parola,
un’opera in cui tutte le parti si collegano secondo uno schema preciso, per concorrere a un effetto d’insieme dove il minimo dettaglio ha la sua importanza nel tutto. La materia è però così vasta, l’ampiezza del compasso è tale che lettori e critici hanno potuto, in mancanza di una sufficiente attenzione, non accorgersene. Dopo la pubblicazione integrale dell’opera, l’armonia delle parti e le loro corrispondenze, le loro proporzioni,  saranno evidenti agli occhi di tutti. … Se la struttura generale dell’opera è classicamente convergente, nel dettaglio essa non lo è. Per dare un’idea di ciò che ha realizzato Proust, bisognerebbe parlare di composizione a rosone. Ogni lobo del rosone raffigura uno degli stadi del romanzo, e in ciascuno dei suoi innumerevoli riquadri è contenuto un episodio rivelatore … Così la composizione dell’opera di Proust non è unicamente statica, ma al contrario essenzialmente dinamica. Non unilineare, melodica, ma orchestrale, sinfonica” - (Benjamin Crémieux, XXe siècle, 1924)


Le Temps retrouvé
, che tanto avrebbe aiutato editori, critica e pubblico a cogliere il disegno complessivo della Recherche, non fu pubblicato che nel 1927, cioè cinque anni dopo la morte dello scrittore. La coerenza organica di inizio e fine dell’opera, descritta da Proust come “ad apertura di compasso assai estesa, così che la composizione, rigorosa e alla quale ho sacrificato tutto, sia abbastanza lunga da capire” doveva dunque attendere ancora molti anni per essere pienamente compresa.


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