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Ma
che cos’è, secondo Proust, l’opera d’arte?
“L’opera d’arte è una lotta contro
l’abitudine … La missione dell’artista è
quella di rompere
con ogni automatismo, di invitarci a
percepire la realtà in modo attivo, di rivelarci
ciò che l’abitudine
ci dissimula … L’arte non è imitazione, ma
interpretazione della natura. … Più
questa visione del mondo sarà originale,
più essa rivelerà al lettore la falsità della
sua
visione abitudinaria e passiva, ma essa sarà
anche più difficile da assimilare. Essa esigerà
da lui uno sforzo di adattamento
proporzionale all’imprevisto della visione che
gli sarà
proposta … Impressionismo critico, di
conseguenza, che è in un certo senso il contrario
della spontaneità”
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| Rivière
fu uno dei primi lettori ad accorgersi
dell’importanza del Du
Côté de chez Swann. Egli comunicò le sue
impressioni a Proust in una lettera, purtroppo
andata perduta. Gide e Rivière si adoperarono per
far entrare Proust nelle edizioni della N.R.F. per
il seguito del romanzo, ciò che diventò realtà
nel 1916. Il libro era infine pubblicato, e
conobbe molte riedizioni nello spazio di qualche
mese. |
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“Lo
spazio sempre più preponderante che occupa
nell’opera di Proust la categoria del vero… ed
è qui che si vede come il vigoroso slancio di un
grande artista se la rida delle
frontiere arbitrarie, illusorie, entro cui si
pretenderebbe rinchiudere i generi e le facoltà;
l’impressione ultima che lasciano queste pagine
è un’impressione poetica, lirica … (Proust ha
creato) una forma nuova della bellezza letteraria
… il lirismo dell’analisi” - (Charles Du
Bois, Approximations,
1922) |
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