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“Un homme qui dort tient en cercle autour de lui le fil des heures, l’ordre des années et des mondes” (M. Proust, Du côté de chez Swann)
L'IO MULTIPLO DELLA RECHERCHE

Il racconto della Recherche inventa – ed è l’articolazione cruciale tra il passato il presente - un tempo intermedio, quello delle insonnie nel corso delle quali un terzo io si insinua tra il protagonista e il narratore, e si consacra al ricordo. La prima persona è l’innovazione più visibile del Contre Sainte-Beuve e della Recherche in rapporto al Santeuil: esiste un triplo io, distribuito su tre tempi diversi: il passato del protagonista, il presente del narratore e il tempo intermedio del dormiente che si risveglia.
“La prima persona grammaticale è quindi la prima persona del romanzo, soggetto e oggetto di un testo in cui non manca la bellezza grammaticale che Proust apprezzava tanto in Flaubert. Questo io non è sprovvisto di personalità e di psicologia, ma la sua prima qualità consiste precisamente nel narrare, nell’ essere uno sguardo singolare, retrospettivo, una voce, una memoria, e in definitiva, un testo.” - Thierry Laget

Grazie a quest’ultimo, l’orizzonte del racconto si dilata, il racconto diventa esso stesso un romanzo concentrico capace di esplorare la pluralità dei tempi e dei luoghi. La prima persona intermedia, quella del dormiente che si risveglia, questo “io” fluttuante dell’insonne che collega protagonista e narratore nel tempo, è il principio di costruzione della Recherche. La triplicità dell’io permette di sfuggire alla linearità cronologica del romanzo di formazione, determinato dalla memoria volontaria di un narratore onnisciente. Il narratore dorme di giorno ed è in veglia durante la notte, fedele alla cronologia, e racconta episodi del passato ritrovato del tempo in cui dormiva alla notte e in cui le insonnie stimolavano la memoria disordinata del corpo.


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