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“Devo
confessarvi però che le mie abitudini simboliste,
il mio gusto per la frase che scivola, tutta
carica di melodia … erano leggermente scossi
dallo stile di Proust, dalle sue frasi tutte
srotolate, come attaccate con degli spilli a tutti
gli angoli della pagina … Io sentivo in questo
modo di scrivere una novità di importanza
considerevole, ma che andava ancora contropelo
alle mie inclinazioni più profonde alla musica”
- Jacques Rivière, Marcel Proust – Principauté de Monaco: Société de Conférences,
1924 |
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« …
Il genio, e perfino il grande talento, non sorgono da
elementi intellettuali e raffinamenti sociali superiori a
quelli altrui, ma dalla facoltà di trasporli e di
trasformarli … Così, i creatori delle opere geniali non
sono quelli che vivono nell’ambiente più delicato,
hanno la conversazione più brillante e la cultura più
vasta, ma quelli che hanno avuto la forza, smettendo
bruscamente di vivere per se stessi, di rendere la propria
personalità simile a uno specchio di modo che vi si possa
riflettere la loro vita sociale e intellettuale mediocre,
perché il talento consiste nel potere riflettente, e non
nella qualità intrinseca dello spettacolo riflesso »
- (Marcel Proust, À
l’ombre des jeunes filles en fleurs)
ma...
« nello
stato di spirito in cui « si osserva » si è
molto al di sotto del livello cui ci si trova quando si
crea » - (Marcel Proust, À
l’ombre des jeunes filles en fleurs)
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