E’ in questo periodo che Proust scrive la Recherche,
e ben presto la vita comincia a somigliarvi. Quando
Proust si innamora di Agostinelli, il ragazzo di cui ha
fatto il suo autista, il romanzo è già avanti e vi
compare la figura di Albertine. Albertine si arricchirà
di numerosi tratti di Agostinelli, e quest’ultimo
morirà in un incidente, così come era previsto nel
romanzo per Albertine. Vita e opera si inseguono. Proust,
in ritardo a causa della guerra e per i costi materiali
della stampa, sempre più malato, ingaggia una corsa
contro la morte in cui sarà sconfitto, ma in un momento
in cui l’essenziale è già stato consolidato: la Recherche, aggiunta dopo aggiunta, aveva acquisito finalmente le
proporzioni necessarie.
I
tratti di carattere e le avventure di ciascuno dei
modelli della Recherche
sono distribuiti sui personaggi, e non solo per
depistare i curiosi, gli amanti della lettura a chiave e
gli interessati - di
cui uno ritrova il suo vizio in Charlus, l’altro il
tale dettaglio della sua casa, del suo fisico o del suo
abbigliamento in Swann o in Odette. Così come Proust
rovescia nel suo racconto la cronologia che Balzac
rispettava, allo stesso modo egli non tenta, come Balzac,
di creare un duca dai frammenti, o un omosessuale che si
aggiunga ai duchi e agli omosessuali della vita e “far
loro concorrenza”, ma tenterà di estrarre dai duchi e
dagli omosessuali che incontra una verità che non
riveli la vita vissuta.
Proust
non intendeva rivaleggiare con Balzac, cercava anzi di
sorpassarlo, di spingere il romanzo più lontano; lo
scopo non è creare un mondo immaginario tanto vero
quanto l’altro, ma un mondo più vero, non più far
nascere l’illusione della vita, ma farne apparire la
verità. Proust è contemporaneo di quella pittura
cubista che rinunciando anch’essa all’illusione ci
vuol mostrare sulla tela più di ciò che i nostri occhi
possano vedere: “Dipingo gli oggetti come li penso –
dice Picasso – non come li vedo”.
La
vita di Proust non è in grado di spiegare meglio la Recherche
che quella di Balzac La
comédie humaine, ma bisogna conoscerla per
apprezzare in pieno ciò distingue l’impresa di Proust
da quella di Balzac, cioè un nuovo concetto di Arte.
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Henri GODARD |