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PROUST RACCONTATO DA JACQUES RIVIÈRE

Cronologia


“La mia ammirazione attuale per il nostro autore è ben lontana dall’essere basata su un colpo di fulmine imbecille” - Jacques Rivière¹
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  L'incontro con Proust
“Lessi lo Swann per la prima volta verso la primavera del 1914. Non dimenticherò mai lo sbalordimento, l’emozione profonda in cui fui immediatamente immerso. E’ la seconda parte dell’opera, Un amour de Swann, quella che mi sconvolse più profondamente. Entravo in un nuovo mondo. Avevo la sensazione di vedersi aprire sull’amore una porta che mai nessuno aveva notato e che conduceva a un cielo notturno e magnifico, popolato da una miriade di dolorose piccole stelle”
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Dopo la lettura dello Swann che tanto lo aveva colpito, Rivière avrebbe voluto incontrare Proust ma non vi riuscì a causa della guerra. In quel periodo Proust frequentava solo gli amici più stretti, Rivière fu fatto prigioniero dai Tedeschi. Ma tra i due iniziò una corrispondenza, e Rivière, senza appunto averlo mai conosciuto di persona, disse che Proust fu sin dalle prime lettere “di una gentilezza squisita”. Finita la guerra, Rivière riprese l’opera di Proust, la cui lettura era stata interrotta dagli eventi, e come scrive, ebbe l’impressione che “la sua giovinezza era cresciuta, era raggiante di grazia e di forze che mi erano prima sfuggite. Compresi di colpo che era la Grande Opera della nostra epoca, e che la sua influenza era immensa”. Presentando Proust nel 1923 a una conferenza, Rivière dichiarò di non possedere alcuna capacità ritrattistica, e di essere dunque incapace di descrivere l’aspetto di Marcel Proust. Ciò non toglie che egli diffidò il pubblico dal costruirsi un’immagine visiva dello scrittore basata sulle fotografie disponibili:

“Vi metto in guardia contro le fotografie, che sono quasi tutte di un’epoca molto anteriore a quella in cui nacque veramente il Proust scrittore, e che danno di lui un’immagine di gran lunga troppo leziosa. Vi era nella sua figura qualcosa di molto più netto e marcato, e nel suo sguardo una fiamma molto più calda e luminosa di quanto non si possa immaginare guardando i ritratti della sua giovinezza.”¹

¹ Jacques Rivière, Marcel Proust, 1 marzo 1924


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