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“Comprendersi
e comprendere l’uomo sono le sole occupazioni
che abbiano senso in questa vita”
Jacques
Rivière, Marcel
Proust, 1 dicembre 1922 |
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Thierry
Laget scrive che “Rivière avrebbe potuto vivere fino
a cent’anni: forse avrebbe finito per stufarsi di
Proust, ma mai senza dubbio a causa di ciò che “vi
era di incompatibile tra la sua nobiltà e una segreta
debolezza proustiana” – perché questa debolezza
egli l’aveva già denunciata nel 1919, ed essa non gli
impedì comunque di gioire della Recherche.
Gli sarebbe stato sufficiente vivere fino al 1927, data
di pubblicazione del Temps retrouvé, per capire che né Proust, né il narratore del suo
romanzo erano deboli, e che al contrario essi erano
stati i soli della loro epoca a possedere la
volontà di decifrare il
libro interiore dei segni sconosciuti”. (Thierry
Laget, Cahiers
Marcel Proust, #13)
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