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PROUST RACCONTATO DA JACQUES RIVIÈRE

Cronologia


Ed è proprio questa mancanza di talento pratico che Rivière mette in relazione allo spessore stupefacente del suo libro – “uno spessore miracoloso che non poteva prodursi che per il mezzo, la mediazione di un organismo morale completamente privo di difese. Proprio perché non ha mai combattuto con la vita Proust ha potuto riceverne l’impronta con questa prodigiosa minuzia.”¹

Eppure Rivière considera metro di misura dell’opera proustiana il fatto che essa sia il prodotto “di qualcuno che non si è risparmiato nulla.”¹
Tutte quelle cose alle quali i bambini normalmente si dedicano nell’infanzia, per praticarle o per evitarle, per avvicinarle o per allontanarsene, non furono mai accessibili al bambino malato, nervoso e ipersensibile che Proust fu da sempre; e proprio in quella che definisce “impotenza prima”¹ Rivière coglie il talento proustiano per la registrazione “di tutto ciò che noi superiamo”, e l’appesantimento dovuto alla raccolta “di tutto ciò che noi scartiamo.”¹

“Un’opera di questa natura non poteva nascere che dall’essere esposto e immobile che vi ho descritto all’inizio, da questo ‘battello demolito e condannato a un eterno ormeggio’ che Proust fu già dall’infanzia” - Jacques Rivière¹


¹
Jacques Rivière, Marcel Proust, 1 marzo 1924


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