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PROUST RACCONTATO DA JACQUES RIVIÈRE

Cronologia


Il giudizio che Rivière dà complessivamente dell’opera proustiana è dunque lontanissimo dal contenere quelle accuse di amoralità che all’Autore erano state mosse da molte parti, soprattutto dopo che con grande scandalo del milieu letterario Le jeunes filles en fleurs aveva vinto, nel 1919, il Prix Goncourt.

Ciò non toglie che pur avendolo difeso per anni a spada tratta, e aver innalzato alla sua morte quello che Thierry Laget definirà “un mausoleo a Proust” con l’edizione degli Hommage della Nouvelle Revue Française, alcune riserve resistano, verso Proust, nel giudizio che di lui dà Rivière:

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  Tutta l’accademia intellettuale di Francia partecipò all’Hommage della N.R.F.: Anna de Noailles, Maurice Barrès, Léon Daudet, Philippe Soupault, Léon-Paul Fargue, Valery Larbaud, Jean Cocteau, Paul Morand, Paul Valéry, André Gide, André Maurois, Pierre Drieu La Rochelle…  
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“La grande insufficienza di Proust consiste nell’aver ignorato, o negato, tutto ciò che un essere vivente - in quanto vive - compie senza sosta  >per costruire se stesso, o per riunificarsi”
Jacques Rivière, Ramon Fernandez, Moralisme et litterature

Jean Schlumberger scrisse a Isabelle Rivière nel 1928, dopo aver letto il testo delle conferenze del Vieux-Colombier, che in Rivière aveva notato, verso Proust, “lo splendore del culto addolcirsi di qualche ombra. Non dubito che a poco a poco Jacques si fosse accorto di ciò che vi era di incompatibile tra la sua nobiltà e una segreta debolezza proustiana” (Correspondance Rivière-Schlumberger)



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