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| PROUST
RACCONTATO DA DAUDET |
indice
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La
conversazione
Conversatore
amabile, colto e profondo, durante la composizione della
Recherche
Proust diradò le frequentazioni mondane per
concentrarsi sulla sua opera. Ciononostante, la qualità
dei suoi interventi rimase immutata, e così Daudet ce
ne descrive la peculiarità: |
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“La
sua conversazione … era divertente, profonda, varia,
incomparabile soprattutto quando si trattava di svelare
un’ipocrisia; poteva sembrare talvolta frivola, ma da
quella frivolezza egli ricavava una dura verità sempre
concreta, perché Proust non amava l’astrazione. Nella
conversazione come nell’ opera letteraria, quando
affrontava una questione astratta, la riconduceva
velocemente al suo ambito concreto”
Dalla baronessa de
Rotschild, Proust incontra per la prima volta Sylvian
Bonmariage; Proust parla di Stendhal. Da Fouquet, incontro
con Payen.
“Abbiamo lasciato l’hotel dell’avenue Marigny per
andare al Fouquet’s bar, dove abbiamo incontrato un
amico di Proust, Bernard Payen, anch’egli uomo di
lettere. E quella serata fu per me un fuoco di artificio
di letteratura purissima…”
(Sylvan Bonmariage, Facettes de Marcel Proust, cahier 70,
1957)
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