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PROUST RACCONTATO DA DAUDET

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La leggendaria generosità di Marcel
La generosità delle mance di Proust entrò nella leggenda. Ma Proust era un generoso a tutto tondo,non solo nei confronti dei bisognosi dalle cui vicende era immancabilmente colpito, ma anche nelle mille attenzioni che riservava agli amici, per i quali esigeva il meglio.
“Le sue mance eccessive erano uno degli aspetti della sua generosità, una facciata trascurabile: la sua vera generosità era nascosta. Se Marcel Proust sentiva parlare di una sventura, anche se lontana da lui e dal suo ambiente, voleva immediatamente contribuire a soccorrerla; possedeva quella immaginazione dolorosa che fa vedere in un istante tutte le forme della miseria, e che consiglia di dare il più possibile per scacciarne le immagini tormentose. Aveva anche quel movimento istintivo, poco frequente, di chi si appresta a pagare velocemente e senza aspettare che i vicini, più lenti a muoversi, facciano altrettanto. Non era di quelli che “non hanno moneta”, né di quelli che dicono “ci metteremo lo stesso tempo andando a piedi”, e nemmeno di quelli il cui portamonete è così difficile da aprire che nel tempo speso a cercarvi qualche soldo l’autista, o il venditore, sono già saldati da mezz’ora. Egli non pretendeva fintamente “che i piccoli ristoranti sono meglio dei grandi”, e davanti al menu dei grandi ristoranti non diceva mai che “i piatti più semplici sono ancora i più sani”. Questo complicava le uscite con lui per coloro che preferivano pagare, e anche per quelli, più ragionevoli (e meno generosi) che pensavano che ognuno dovesse pagare per sé.”



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