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| PROUST
RACCONTATO DA DAUDET |
indice
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La
Malattia
Nel 1918, cioè quattro anni prima della morte,
Proust teme di non riuscire a completare la Recherche.In
quasi tutte le lettere scritte a Daudet, Proust si
lamenta del proprio stato di salute. La conclusione
dell’opera è la sua unica ragione di vita, e insieme
il suo tormento. Oppresso da un lavoro colossale e
irrinunciabile, così Marcel scrive a Lucien: |
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“Quando
penso che ci sono almeno 4.000 se non 5.000 pagine da
correggere almeno quattro volte, il che le trasforma in 16
o 20.000, io mi domando non tanto se ci rimetterò la
vista, dato che sarei disposto a sacrificarla, ma se sarò
in grado di arrivare alla metà”
“Vorrei
poter correggere le bozze del mio libro, ma penso che sono
cinque volumi… Come vivere fino ad allora, senza contare
il resto. Ci vuole un anno per correggere un volume
solo"
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I
Pastiches
et Mélanges
Proust
temeva che i suoi Pastiches
(il cui titolo gli fu suggerito proprio da Daudet)
potessero essere per qualche ragione confusi con il
resto della sua opera: |
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“Ciò
che riunisce tutte le nostre azioni, tutti i nostri
amori, tutto ciò che nel presente sembra isolato e
nuovo, non è più palese. Ma in ogni caso, il rischio
che un lettore poco attento possa inserire questo libro
nel seguito del Temps
perdu è un’ipotesi sufficientemente spiacevole e
minacciosa da costringermi a trovare il titolo più
chiaro possibile … che sia un’indicazione pratica
che salta agli occhi ed evita la confusione”
( 21 marzo 1908)
“Sono sceso ancora più in basso nel pastiche. Ma ora
è finita, ne non ne scrivo più. Che esercizio
idiota.”
(Lettera
di Marcel Proust a Robert Dreyfus, Correspondance) |
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