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Marcel Proust,
Correspondance avec sa mère. Lettres inédites présentées
et annotées par Philip Kolb
(1887-1905)
Il rapporto tra Marcel e sua madre fu quello di un
attaccamento reciproco totale, estenuante, morboso, e non
privo di sfumature sadiche da entrambe le parti.
Marcel ‘ricattava’ sentimentalmente Mme Proust con la
propria malattia, la lusingava e le mentiva, le si
sottometteva e, più raramente, le si ribellava; Mme
Proust a sua volta lo accudiva o lo tiranneggiava, lo
vezzeggiava come un neonato o ne dirigeva la vita, le
frequentazioni,
i tempi e i ritmi della malattia, del riposo e del lavoro.
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“Mio
caro, il tuo ‘ho dormito così tanto’
continua a non dirmi niente o quasi niente di
significativo. Ti chiedo e richiedo: sei andato
a dormire alle… ti sei svegliato alle …” -
Mme Proust a Marcel, Corréspondance |
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“Quest’epistolario
s’interrompe nel 1905, con la morte di Jeanne Proust.
E’ eloquente sul rapporto tra Marcel e la madre il
fatto che, fino all’ultimo, la donna sofferente non
menzioni il suo stato di salute nelle lettere al figlio
ormai adulto, mentre questi non fa che elencare i suoi
malanni, raccontarne nei dettagli il decorso, supporne
le cause, ipotizzarne i rimedi. Proust, a trentaquattro
anni, si ritrova solo. (…) inizia a profilarsi
all’orizzonte, seppur remoto, il mondo del Tempo
Perduto. Luoghi fatti e persone di queste lettere di
tutti i giorni ne verranno assorbiti, entreranno a farne
parte per esserne trasfigurati (…) Tra la vita di
Marcel Proust raccontata da questo epistolario e la sua
opera vi sono analogie di volta in volta ghiotte, o
strazianti.” - Umberto Pasti |
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