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Mme PROUST


Il caso Dreyfus

Domenica ore una e mezza
[10 settembre 1899]

Mia cara Mammina,

Una mezz’ora dopo averti lasciata (già ero consolato) abbiamo visto la vergognosa sentenza affissa al Casino con gran gioia di tutti gli impiegati. Poi siamo stati a cena a villa Bassaraba. Mentre eravamo nel padiglione di Costantin prima di cena ho sentito dei gemiti. Era la piccola Noailles (la poetessa) che passava singhiozzando con tutte le sue forze, gemendo con voce rotta: Come hanno potuto fare una cosa simile, come hanno osato dirglielo, come si è potuto di fronte agli stranieri, di fronte al mondo? Piangeva con tale passione che era commovente, tutto ciò me l’ha riabilitata. (…) Non rattristarti troppo per la sentenza.

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  La sentenza della corte marziale di Rennes, che condannava il capitano Dreyfus a dieci anni di detenzione e alla degradazione militare con “circostanze attenuanti” fu annunciata un po’ prima delle cinque di sabato sera 9 settembre 1899  
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È’ triste per l’esercito, per la Francia, per i giudici che hanno avuto la crudeltà di chiedere a Dreyfus esausto di fare ancora una volta lo sforzo di avere coraggio. Ma questo supplizio fisico di essere richiamato alla forza morale essendo già sfiancato sarà il solo che subirà, ed è finito. Per lui andrà tutto necessariamente bene, dal punto di vista morale per la stima della gente, da quello fisico per la libertà che all’ora attuale suppongo gli sia stata resa. Quanto alla sentenza sarà invalidata giuridicamente. Moralmente è già stato fatto. (…)

Mille teneri baci a mio padre, a mio fratello, e a te mille teneri baci.

Marcel


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