|
Proust e le
mance
Lunedì ore 5
[2 ottobre 1899]
Mia cara Mammina,
(…) Poco fa è avvenuta una scena che
mi ha piuttosto commosso. L’uomo dell’omnibus (quello
che ti piaceva) e al quale ho dato dieci franchi mi si è
avvicinato pieno di ardore, e mi ha detto che da quando
frequenta gli hotel non ha ma i conosciuto nessuno buono
come me con gli impiegati (eufemismo incantevole), che tutti
gli impiegati mi adorano, e che gli dispiaceva molto che io
fossi così malato, perché se qualcuno non se lo meritava,
quello ero proprio io, e infine mi ha domandato il permesso
di stringermi la mano. C’era una tale enfasi nel suo
discorsetto che se l’avesse fatto prima della mancia mi
sarebbe dispiaciuto come una lusinga, ma essendo avvenuto
dopo mi ha commosso, e avevo bisogno di questa ricompensa
per compensare (che francese) il fastidio che provo quando
mi sento sopraffatto da tutti questi domestici che se ne
vanno, e ho la sensazione di fare il generoso con il tuo
denaro. (…)
Mille teneri baci
Marcel
|