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Proust
vinse il prestigioso
Prix
Goncourt
nel 1919 con À
l’ombre des jeunes filles en fleurs. Allo
stesso concorso partecipava anche Roland Dorgelès
con il suo Les
Croix de bois, cui l’editore Albin Michel
fece aggiungere una fascetta in copertina che
riportava in grossi caratteri: “Prix Goncourt
Roland Dorgelès”, e in caratteri più piccoli
“4 voti su 10”. Marcel Proust segnalò il
fatto a Gaston Gallimard, e questi intentò
causa ad Albin Michel. La causa fu vinta da
Gallimard:
31 maggio 1920
“Caro amico,
ho il piacere di annunciarvi che abbiamo
vinto il processo intentato ad Albin Michel.
Michel è stato condannato a ritirare dal
mercato tutte le fascette con l’iscrizione
“Prix Goncourt” con cui aveva coperto le
copie del suo “Croix de Bois” – a Ffr
100.00 di multa per infrazione legalmente
constatata, a Ffr 2000.00 di danni e interessi
che noi impiegheremo per la pubblicità del Jeunes
Filles en fleurs, e alla pubblicazione a sue
spese della sentenza in due quotidiani di nostra
scelta.
Devotamente vostro,
Gaston Gallimard”
Gaston
Gallimard a Marcel Proust, Correspondance, lettera #150 , Coll. nrf, Gallimard 1989 |
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Anche
Céleste Albaret,
governante di Proust, contribuì alla leggenda del
Proust sottopagato da Gallimard. Nel suo libro Monsieur
Proust (Laffont, 1973) Albaret scrive: “Tra
l’anno del suo ingresso alla N.R.F. e quello della sua
morte, io ho il ricordo di due soli invii di denaro da
parte delle edizioni, l’uno, all’inizio, di
diecimila franchi di allora, l’altro, molto più
tardi, quasi verso la fine, di trentamila franchi. Se ce
ne fossero stati altri, ne sarei stata al corrente”.
Ma la corrispondenza tra Proust e Gallimard prova che
gli invii erano mensili, e che gli assegni erano
intestati a Marie Gineste, sorella di Céleste Albaret.
Albaret rivela nel suo libro una pessima memoria a
proposito di Gaston Gallimard, che sostiene fu ricevuto
da Proust una sola volta: “Proust ha accettato una
sola volta di ricevere Gaston Gallimard”.
La
corrispondenza dimostra invece che i contatti tra Proust
e Gallimard erano ripetuti e regolari.
Proust
non lasciò mai il suo editore senza copie, anzi inviava
a Gallimard il manoscritto del volume successivo prima
ancora dell’uscita di quello in corso. Ma verso la
fine, dopo che Sodome et Gomorrhe era stato pubblicato in aprile, Proust riuscì a
inviare a Gallimard La
Prisonnière solo il 5 o il 6 novembre. Nella sua
ultima lettera a Gallimard, datata 1 novembre 1922
(lettera #405), Proust scrisse per la prima e ultima
volta queste parole: “Addio
caro Gaston”, e “Lettera
seguirà quando possibile”. Proust
morì il 18 novembre.
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La Prisonnière uscirà nel novembre del
1923 con questa nota di apertura:
“Il
testo dattiloscritto della presente opera, che
forma il volume VI di
À la recherche du temps perdu, ci è stato
trasmesso da Marcel Proust poco prima della
morte. La malattia non gli aveva lasciato la
forza di correggere completamente questo testo,
e una revisione molto
accurata del manoscritto fu iniziata dopo la sua
morte dal Dr. Robert Proust e da Jacques Rivière.
Noi pubblichiamo oggi il risultato di questo
lavoro, nel quale speriamo saranno rilevabili
pochissime imperfezioni. L’Editore.”
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