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Gaston Gallimard: Proust e il suo editore

Edizioni originali e ristampe


Un inizio travagliato
Proust esita a sganciarsi definitivamente da Fasquelle prima di aver ottenuto l’accettazione definitiva di Gallimard. Gallimard invita Proust a sottoporgli il suo manoscritto, che Proust gli fa effettivamente recapitare il 10 novembre 1912. Il 16 dicembre dello stesso anno Proust scrive a Gallimard in toni inquieti, non avendo ancora ricevuto alcuna risposta:


“Caro Signore,

Spero che come si suol dire “nessuna nuova, buona nuova”
. E ciononostante mi fareste molto piacere dandomi vostre notizie. (…) E’ inutile ripetervi ancora che tutto è subordinato alla possibiltà (che ignoro) che io possa sganciarmi [da Fasquelle]. E poiché avete avuto la bontà di leggermi, tenterò l’operazione solo quando sarò certo che acconsentite eventualmente a essere il mio editore, così da non trovarmi di colpo senza editore. Senza dubbio ve ne sono altri. Ma nel mio stato di salute non posso fare altri passi, ed è inutile cominciarne altri presso un editore che non conoscerei. Piuttosto, se voi non mi volete, preferirei restare presso il mio editore attuale, tanto più che dopo di voi (non ho bisogno di insistere sulla mia preferenza per voi, dato che pagherò io stesso i costi dell’edizione) è quello che preferisco e che è stato inoltre molto gentile.”
Marcel Proust a Gaston Gallimard, Correspondance, lettera #6, Coll. nrf, Gallimard 1989

Nota #1
: quasi tutte le lettere di Proust a Gallimard citate nella Correspondance sono manoscritte, quasi tutte le lettere di Gallimard a Proust citate nella Correspondance sono dattilografate
Nota#2: ove non è indicato [… n.d.r.] si intende che le note sono di Pascal Fouché
Nota#3: per Correspondance si intende Marcel Proust, Gaston Gallimard  - Correspondance, Édition établie, présentée et annotée par Pascal Fouché, Coll. nrf - Gallimard, 1989


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