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“(appena
prima del) 24 marzo 1921 (Sodome II) è il solo
[libro, n.d.r.] che necessita di un vero
rifacimento. Per tutti gli ultimi volumi, anche
quando sarò morto potranno uscire tali e quali,
o quasi”
Marcel Proust a Gaston Gallimard, Correspondance,
lettera #213, Coll. nrf, Gallimard 1989
Questa frase acquista il valore di una
premonizione: Sodome II sarà l’ultimo volume
che Proust vedrà pubblicato prima della sua
morte, e sarà suo fratello Robert
a
curare la pubblicazione del seguito della sua
opera.
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Proust è preoccupato anche della pubblicazione del seguito della Recherche,
e in particolare di Sodome
et Gomorrhe,
che potrebbe scioccare il pubblico:
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A proposito del barone di Charlus
“(poco dopo) 8 novembre 1912 (…) Come nella
vita in cui le reputazioni sono spesso false e
in cui ci vuole molto tempo per conoscere le
persone, si vedrà solo nel secondo volume che
questo vecchio signore non è affatto l’amante
di Mme Swann, ma un pederasta. E’ un
personaggio che ritengo abbastanza nuovo, il
pederasta virile, innamorato della virilità,
che detesta i giovani uomini effeminati, anzi
per meglio dire detesta tutti giovani così come
sono misogini gli uomini che hanno sofferto per
le donne. Questo personaggio è abbastanza
distribuito nell’insieme di parti
assolutamente diverse perché questo volume non
abbia per nulla l’aria di una monografia
speciale … In più non vi è una sola
espressione cruda. E infine potete pensare che il
punto di vista metafisico e morale predomina
ovunque nell’opera.
Ma insomma si vede questo vecchio signore
elevare un portinaio e mantenere un pianista.”
Marcel Proust a Gaston Gallimard, Correspondance,
lettera #5, Coll. nrf, Gallimard 1989
“(poco
prima del) 15 maggio 1916 (…) Il mio libro (più
lungo di quanto me ne rendessi conto io stesso)
comporta un volume che riprende i versi di Vigny
(La donna avrà Gomorra e l’uomo Sodoma)
[tratto da: “La Colère de Samson”
in Les Destinées]. Lo intitolo Sodoma e Gomorra. Questo volume non è
di certo né la fine, né la conclusione del
libro, ben più grave e credo più profonda. Ma
in fondo ha la sua importanza (ne avete visto
l’inizio nella N.R.F. con il personaggio di M.
de Charlus) [La Revue aveva pubblicato un
estratto delle Jeunes
filles en fleurs il 1 giugno 1914]. Ora,
senza alcuna intenzione immorale, ma non ho
bisogno di dirvelo,
esso è della più completa e della più audace
verità pittorica. Da un lato questa libertà
vi può scioccare. Ma d’altra parte se essa
non sciocca voi, può scioccare i lettori, la
stampa (e disturbare anche i “Charlus” che
vi si troveranno dipinti senza pietà) e
attirarmi dei colpi che la vostra casa editrice
può preferire di lasciare ad altri. (…)”
Marcel
Proust a Gaston Gallimard, Correspondance,
lettera #11, Coll. nrf, Gallimard 1989 |
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Nota #1: quasi tutte le lettere di Proust a
Gallimard citate nella Correspondance sono manoscritte, quasi tutte le lettere di Gallimard
a Proust citate nella Correspondance
sono dattilografate
Nota#2: ove
non è indicato [… n.d.r.] si intende che le note sono
di Pascal Fouché
Nota#3:
per Correspondance
si intende Marcel
Proust, Gaston Gallimard
- Correspondance,
Édition établie, présentée et annotée par Pascal
Fouché, Coll. nrf - Gallimard, 1989 |
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