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“Elle était capable de me causer de la souffrance, nullement de la joie. Par la souffrance seule subsistait mon ennuyeux attachement. Dès qu’elle disparissait … je sentais le néant qu’elle était pour moi, que je devais être pour elle”
La prigioniera

Citazioni

Primo dei tre volumi postumi della Recherche, La Prisonnière fu pubblicato nel 1923. Il testo rivisto (o meglio, riscritto) da Jacques Rivière e Robert Proust, segue oggi i manoscritti e le parti dattilografate corretti dall’autore e inevitabilmente ne riproduce le incoerenze dovute all’opera incompiuta: così Cottard e Bergotte, morti, vi ricompaiono.
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  “[La Prisonnière] è un episodio portato a termine da un agonizzante a vitalità ridotta e dal senso critico in via di estinzione”- (Benjamin Crémieux, Nouveauté d’Albertine disparue, N.R.F. 1926)  
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“Albertine, ecc. hanno posato per me, come tante altre di cui non ricordo il nome: un libro è un grande cimitero in cui sulla maggior parte delle tombe non si possono più leggere i nomi cancellati. Talvolta al contrario è il nome che ricordo, e la donna, senza potermi sovvenire se qualcosa di lei è sopravvissuto in queste pagine. Quella fanciulla dallo sguardo affascinante, dalle parole così dolci, è forse questa? E in quale parte? Non lo so più”. Per dipingere questo amore percorso come una via crucis, Proust attinge alle figure della retorica cattolica. La matinée, quadro cronologico e tematico delle stagioni e dei giorni della Recherche, è ormai parte integrante dell’architettura del romanzo. Nella Prisonnière, come nei Guermantes, essa fornisce un nuovo punto di appoggio, che consente una nuova partenza. Questa struttura organizza anche il racconto della Prisonnière, in cui si succedono cinque giornate principali – giornate in senso ampio dato che alcune sono formate da momenti compositi – come i cinque atti della tragedia classica. Le prime due sono giornate-tipo, somiglianti a molte altre; sono simmetriche e si svolgono secondo lo stesso schema - dal risveglio del narratore alla serata, trascorsa in compagnia di Albertine. La terza giornata, la più lunga, è fatta di un insieme di avvenimenti particolari, mentre la quarta è al contrario composta da momenti presi in prestito da più giorni diversi. La quinta giornata succede alla quarta qualche mese dopo.

A questa struttura cronologica si sovrappone nella Prisonnière l’alternanza delle scene d’interno in tête-à-tête e delle scene “generali” in cui compare, come in tutti i primi volumi della Recherche, l’insieme dei personaggi. La divisione in tre parti (le due prime giornate, la serata Verdurin, la quarta e la quinta giornata seguita dal suo epilogo 24 ore più tardi) corrisponde alla divisione nei tre quaderni in cui Proust diede forma alla storia di Albertine nel 1915. Nel percorso che conduce il narratore dall’infanzia al Temps retrouvé, La Prisonnière è una tappa fondamentale, quella in cui egli intravede l’immortalità – per quanto relativa – che l’opera conferisce a ogni grande artista, ma anche la gioia del creatore, “quella gioia – dice Wagner – che non lo abbandona mai”.