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“Prestate
attenzione a questo abisso ancora così mal esplorato delle
attrazioni, e forse soprattutto degli odii sessuali.
Prestate attenzione a quale accesso al carattere
individuale, quale chiave di tutta una condotta può dare la
conoscenza delle esperienze sessuali fatte da
un
essere, e soprattutto dei contraccolpi provocati da queste
esperienze.”¹
Queste
sono le parole che Rivière impiega per descrivere la
scoperta freudiana che cambierà non solo il rapporto
dell’uomo con se stesso e con gli altri uomini, ma anche
la letteratura:
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“Dopo
Freud, mi sembra impossibile che un romanziere possa
tralasciare di immaginare in anticipo, e persino se
non ne farà parola nel corso della narrazione …
la situazione sessuale di ciascuno e la sua
relazione … - dal punto di vista sessuale – con
gli altri.”¹ |
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“(…)
gli uomini si ammalano di nevrosi quando viene tolta loro la possibilità di soddisfare la
propria libido – quindi per “frustrazione”,
come mi espressi
e … i loro sintomi sono appunto il
sostituto del soddisfacimento non concesso.
Naturalmente questo non doveva significare che
ogni frustrazione del soddisfacimento libidico
rende nevrotico colui che ne è colpito, ma
semplicemente che l’elemento della frustrazione
era dimostrabile in tutti i casi esaminati di
nevrosi.”
“La
frustrazione, invero, è ben di rado unilaterale e
assoluta; e certo, per agire in un senso patogeno,
bisogna che colpisca l’unico
modo di soddisfacimento che la persona pretende e
di cui è capace”
Sigmund
Freud, Introduzione
alla Psicoanalisi – Sviluppo e regressione,
pg. 501 – Bollati Boringhieri, 1989 |
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