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ATTENZIONE
QUESTA SEZIONE E' IN FASE DI CONTINUO
AGGIORNAMENTO
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“Qualche
progresso nello studio del cuore umano”
Jacques
Rivière legge Sigmund Freud
“Le
tre grandi tesi della psicoanalisi”: la sessualità
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“si
è sempre distaccati dalle persone: quando si ama,
si avverte che
questo amore non porta il loro nome, potrà in
seguito rinascere - o avrebbe potuto nascere nel
passato – per un’altra e non per quella”
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L'amore è un'invenzione?
Rivière scrive: “io mi domando se la principale scoperta
di Freud, nell’ambito che ci interessa, non è proprio
quella di una sola
tendenza trasformabile che formerebbe tutto il fondo
della nostra vita psichica spontanea.”¹
E non solo: separando la libido
dal suo oggetto, Freud avalla implicitamente una concezione
soggettivistica dell’amore, perché “è evidente che
questo desiderio mobile e spostabile che egli descrive non
avrà bisogno di ricevere nulla dall’oggetto che
sceglierà, e non potrà nemmeno riceverne nulla poiché è dalle proprie sole risorse che sarà formata, nello spirito dell’innamorato, l’immagine
dell’oggetto amato.”¹
E
questo è esattamente ciò che Proust pensa dell’amore.
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¹
Jacques Rivière, Quelques progrès dans l’étude du cœur humain - Librairie de
France, Les Cahiers d’Occident, 1926
(Jacques Rivière, Sur
une généralisation possible des thèses de Freud
– Le Disque vert, 1924)
Conferenza
al Vieux-Colombier, 10 gennaio 1923
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