Home Page
a

ATTENZIONE QUESTA SEZIONE E' IN FASE DI CONTINUO AGGIORNAMENTO


1923 - L’atmosfera intellettuale

“Non v’è forse qualcosa di esorbitante nel pretendere che Proust non abbia saputo uscire dalla propria coscienza - non v’è errore, quanto meno, nell’opportunità di scegliere il momento in cui la letteratura francese si arricchisce della più formidabile galleria di ritratti, per gridare ‘all’oggetto perduto’?” - Jacques Rivière, Cahiers Marcel Proust, #13


Come sappiamo, Freud e Proust furono in generale due grandi incompresi del loro tempo. Sorte non diversa toccò ai loro sostenitori, e in primo luogo a Jacques Rivière che per primo aveva intuito un possibile parallelismo tra i due. Quell’ammirazione prima letteraria, e poi personale, che a Proust suscitò – tra un’onda di critiche e di rifiuti – tanto piacere, costò cara non solo a Rivière ma a tutta la Nouvelle Revue Française che a Proust dedicò, nel 1923 e cioè un anno dopo la morte dell’autore, un numero speciale.

In un’intervista apparsa nelle Nouvelles littéraires del 13 ottobre 1923, Jacques Maritain e Henri Massis attaccarono violentemente Jacques Rivière, rimproverando a lui e a tutta la N.R.F. quella “linea che va da Gide a Proust”.

 
p
  “Ciò che mi interessa in primo luogo: l’analisi dei sentimenti, il ritratto del dettaglio e dei movimenti molecolari della coscienza” - Jacques Rivière, Cahiers Marcel Proust, #13  
p


[1 - 2 - 3 - 4]

www.freud-freud.net