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“Qualche progresso nello studio del cuore umano”

Jacques Rivière legge Sigmund Freud
“Le tre grandi tesi della psicoanalisi”: l’inconscio

“In Proust c’è poesia; ma c’è qualcosa di più. Di questa tempesta sentimentale, la sua intelligenza arriva a fissare i minimi contorni. L’alternarsi del ricordo e della coscienza attuale, i confronti dettagliati che lo spirito di Swann compie tra il passato e il presente, l’incontro e l’intreccio dei suoi stati d’animo ci vengono mostrati con distinzione straordinaria, sono cristallizzati sulla pagina, per noi”.¹

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  Jacques Rivière e Freud
“Sono un profano che saccheggia egoisticamente un tesoro e lo trascina lontano dal tempio”
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À la recherche du temps perdu: questo titolo dice tutto; implica una certa sofferenza, un’applicazione, un metodo, un’impresa; significa una certa distanza tra l’autore e il suo oggetto, una distanza ch’egli dovrà senza sosta superare con la memoria, la riflessione, l’intelligenza; sottintende un bisogno di conoscenza; annuncia una conquista discorsiva della realtà inseguita” - Jacques Rivière, Marcel Proust et la tradition classique, 1920

 
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¹ Jacques Rivière, Marcel Proust, gennaio 1923
² Jacques Rivière, Quelques progrès dans l’étude du cœur humain - Librairie de France, Les Cahiers d’Occident, 1926
(Jacques Rivière, Sur une généralisation possible des thèses de Freud – Le Disque vert, 1924)
Conferenza al Vieux-Colombier, 10 gennaio 1923


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