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“Qualche progresso nello studio del cuore umano”

Jacques Rivière legge Sigmund Freud
“Le tre grandi tesi della psicoanalisi”: l’inconscio

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“La sua sensibilità ha acquisito un valore eterno. Essa sfugge al tempo. E tutto un mondo con lei … Il grande malato, il grande disarmato che era Proust, dal fondo del suo letto, grazie a quella testardaggine dolce e inflessibile che vi ho descritto, ha finito per riportare la più difficile delle vittorie: si è imposto alla morte, ed essa fugge intimidita davanti alla sua forma morale integralmente conservata”¹

 
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Amoralità proustiana
“Si è prodotto in Proust un fenomeno, o meglio un miracolo, che compensa a mio avviso l’assenza completa di valore morale che si può rimproverare alla sua opera. Ricorderete che il disegno esplicito della tragedia classica era di ‘purgare le passioni’, rappresentandole con tutta la forza possibile e nei loro più deplorevoli effetti. Ebbene, Proust, in modo un po’ diverso … con l’attenzione, la curiosità inflessibile dello spirito, attraverso un costante cammino verso l’evidenza, Proust ‘purga’ anch’egli la sua sensibilità, e nella misura in cui ha interessato la nostra, anche la nostra.”¹


¹ Jacques Rivière, Marcel Proust, gennaio 1923


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