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ATTENZIONE
QUESTA SEZIONE E' IN FASE DI CONTINUO
AGGIORNAMENTO
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“Qualche
progresso nello studio del cuore umano”
Jacques
Rivière legge Sigmund Freud
“Le
tre grandi tesi della psicoanalisi"
Introduzione
Nel 1922 era stata pubblicata in Francia la Introduction
à la Psychanalyse di Sigmund Freud,e
per Rivière “questa data segna una svolta nella
riflessione … Subito Rivière intravede l’estensione
dei rapporti esistenti tra la psicoanalisi freudiana e la
psicologia proustiana. Il ‘cuore umano’ si arricchisce di una nuova componente:
l’inconscio, che motiva nascostamente i nostri atti
e le nostre parole. Rivière si dedica allora, ed è il
primo a farlo, a un confronto
tra due metodi. ...Così, è sempre più o
meno per confronto con altre opere (quelle di Racine, di
Stendhal, di Comte, di Freud, ecc.) che Rivière definisce
la Recherche.
Sembra che egli sia capace di trovarvi solo ciò che vi ha
egli stesso apportato; … non che egli forzi il testo a
dire ciò che ha voglia di ascoltare, ma molto spesso vi
riconosce solo ciò che a lui stesso è già noto, vi vede
solo ciò che ha già previsto.” (Thierry Laget, Cahiers
Marcel Proust, #13)
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L'inconscio
“Il
non essere conscio è solo uno degli aspetti dello
psichico, che da solo non basta affatto a
caratterizzarlo. Esistono atti psichici di valore
assai diverso che hanno tuttavia in comune la
proprietà di essere inconsci. L’inconscio
comprende da un lato atti che sono meramente
latenti, provvisoriamente inconsci, ma che per
tutto il resto non differiscono in nulla dagli
atti consci, e d’altro lato processi come quelli
rimossi, che se diventassero coscienti, si
discosterebbero necessariamente, e nel modo più
reciso, dai rimanenti processi coscienti … in
generale un atto psichico attraversa due fasi, fra
le quali è interpolata una sorta di controllo
(censura). Nella prima fase l’atto è inconscio
e appartiene al sistema
Inc [Inconscio];
se dopo averlo controllato la censura lo respinge,
gli è vietato di passare alla seconda fase; si
chiama allora “rimosso”, ed è costretto a
restare inconscio. Se invece supera questo
controllo, entra nella seconda fase e viene a far
parte del secondo sistema, che abbiamo deciso di
chiamare sistema
C [Conscio]” - Sigmund
Freud, Metapsicologia
– L’inconscio, pgg. 55, 56 – Bollati
Boringhieri, 1989
“Gli
impulsi nell’anticamera dell’inconscio sono
sottratti allo sguardo della coscienza …
inizialmente essi sono destinati a restare
inconsci. Se si sono già spinti fino alla soglia
e sono stati rimandati indietro dal guardiano, ciò
significa che sono inammissibili alla coscienza.
In tal caso li chiamamo rimossi. Ma anche gli impulsi che il guardiano ha ammesso oltre la
soglia non sono per questo diventati
necessariamente coscienti; lo possono diventare
solo se riescono ad attirare su di sé lo sguardo
della coscienza. A buon diritto chiamiamo perciò
questo secondo vano il sistema del preconscio.
In questo sistema il diventare cosciente mantiene
soltanto il senso descrittivo. Incorrere nella
rimozione significa invece, per ogni singolo
impulso, che il guardiano non gli consente di
penetrare dal sistema dell’inconscio in quello
del preconscio.
E’ lo stesso guardiano con cui facciamo
conoscenza sotto forma di resistenza quando
cerchiamo di eliminare la rimozione mediante il
trattamento analitico” - Sigmund
Freud, Introduzione
alla Psicoanalisi, Lez. 19 – Resistenza e
rimozione, pgg. 455, 456 – Bollati
Boringhieri, 1989 |
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La
novità della psicoanalisi
“Postulando
l’esistenza di questi due (o tre) sistemi la
psicoanalisi si è allontanata di un altro passo
dalla psicologia descrittiva della coscienza e si
è fatta carico di affrontare nuove problematiche
questioni e nuovi contenuti. Finora si era
distinta dalla psicologia soprattutto per la sua
concezione dinamica dei processi psichici; ora essa intende occuparsi altresì
della topica
psicologica,
indicando, per un qualsivoglia atto psichico,
entro quale sistema o fra quali sistemi si svolga.
A causa di questo suo sforzo le è stato conferito
il nome di “psicologia del profondo”. - Sigmund
Freud, Metapsicologia
– L’inconscio, pgg. 55, 56 – Bollati
Boringhieri, 1989 |
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