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ATTENZIONE
QUESTA SEZIONE E' IN FASE DI CONTINUO
AGGIORNAMENTO
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“Qualche
progresso nello studio del cuore umano”
Jacques
Rivière legge Sigmund Freud
“Le
tre grandi tesi della psicoanalisi"
Il
metodo di Rivière
Rivière
scrive: “non posso decidermi ad affrontare direttamente
il mio argomento senza qualche parola di apologia … vi
confesso che lo trovo insieme delicato e prodigiosamente
interessante. … C’è su Freud, soprattutto nelle altre
lingue, un’immensa letteratura – che d’altronde io
non conosco … il
mio argomento continua ad apparirmi inesplorato, e questo
mi incoraggia ma nello stesso tempo m’intimidisce.
… Non so esattamente dove mi dirigo, perché io sento di
non avere alcuna possibilità di giungere a constatazioni
definitive … forse non farò che sfiorare le principali,
mentre mi ingarbuglierò in quelle secondarie.”¹
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“non
è mia intenzione saturare tutto ciò che si può
dire su Freud e su Proust. … Sommariamente,
vorrei studiare ciò che essi apportano di nuovo
in psicologia, vorrei delimitare i progressi
che possono farci compiere nella
conoscenza di ciò che si usava chiamare,
nell’età classica, il
cuore umano”¹
“Il
nostro studio non sarà una semplice esposizione.
E’ necessario che non vi aspettiate di uscire da
queste conferenze con la conoscenza del sistema di
Freud e del sistema di Proust come si può uscire
dalla Sorbona con la conoscenza del sistema di
Platone. Io tenterò solo di estrarre dal sistema
dei nostri due autori – se entrambi possiedono
un sistema – quanto potrà essere messo in
rapporto alla nostra esperienza intima.”¹
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“Freud
ci apporta due cose: un nuovo mondo di fatti, una
‘nuova famiglia di fatti’ … e se proprio non
una nuova ‘legge’ di questi fatti, quanto meno
un nuovo metodo per esplorarli, o più vagamente
una nuova attitudine da assumere al loro riguardo.
Il nuovo mondo è ilmondo
dell’inconscio per la prima volta concepito e
mostrato come un sistema di fatti determinati,
della stessa natura, della stessa stoffa di quelli
che appaiono nella coscienza e in costante
relazione, in costante scambio con i fatti
coscienti. Tra questi fatti inconsci, Freud scopre
la
prodigiosa flora delle tendenze e dei complessi
sessuali”¹ |
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Di
Freud, Rivière aveva letto solo tre opere: l’Introduzione
alla Psicoanalisi, i Tre
saggi sulla teoria sessuale [pubblicati
proprio dalla N.R.F.] e La Psychanalyse: abbastanza da fargli scoprire l’inconscio e la
radice sessuale di molte motivazioni e
comportamenti umani, ma non a sufficienza da
evitargli qualche errore di analisi e di
comprensione.
In
ogni caso, pur tra esitazioni, riserve
metodologiche, riconoscimenti e critiche a Freud,
Rivière intraprese con entusiasmo una lunga e
coraggiosa analisi delle affinità e delle
divergenze rintracciabili tra i due autori. |
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“Noi
non vogliamo semplicemente descrivere e
classificare i fenomeni, ma concepirli come indizi
di un giuoco di forze che si svolge nella psiche,
come l’espressione di tendenze orientate verso
un fine, che operano insieme o l’una contro
l’altra. Ciò che ci sforziamo di raggiungere è
una concezione dinamica dei
fenomeni psichici. Nella nostra concezione i
fenomeni percepiti vanno posti in secondo piano
rispetto alle tendenze, che pure sono soltanto
ipotetiche” - Sigmund
Freud, Introduzione
alla Psicoanalisi – Atti mancati, pgg. 246,
247 – Bollati Boringhieri, 1989 |
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¹
Jacques
Rivière, Quelques progrès dans l’étude du cœur humain - Librairie de
France, Les Cahiers d’Occident, 1926
(Jacques Rivière, Sur une généralisation possible des thèses de Freud – Le Disque
vert, 1924)
Conferenza
al Vieux-Colombier, 10 gennaio 1923
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