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“Qualche progresso nello studio del cuore umano”

Jacques Rivière legge Sigmund Freud
“Le tre grandi tesi della psicoanalisi"

Come abbiamo detto, anche Rivière nutriva alcune riserve riguardo a Freud, per esempio riguardo alla supposta velocità di certe sue conclusioni: “Spessissimo lo si vede, dopo aver semplicemente riportato un fatto, farne uscire un’affermazione immediatamente generale; spessissimo gli è sufficiente il poter interpretare un fatto nel senso della sua teoria perché ogni altra interpretazione gli paia esclusa.”¹ Sarebbe una specie di ubriacatura dovuta alla “incontestabile vittoria riportata sugli enigmi della natura”¹ quella che condurrebbe Freud addirittura all’ “imperialismo¹, che Rivière spiega così: “Voglio dire che egli cerca di annettere troppi fenomeni alla sua spiegazione. In particolare la sua interpretazione dei sogni e dei lapsus, che è ricca di osservazioni profonde, mi sembra allo stesso tempo, nell’insieme, molto più fittizia e molto meno convincente della sua teoria delle nevrosi.”¹

Rivière non è però parco nel riconoscere a Freud una certa grandezza, poiché a lui dobbiamo “quelle scoperte psicologiche … che ci mostrano quale luce prodigiosa può essere infusa sullo studio dei fatti interiori e in particolare dei sentimenti. Vorrei soprattutto far sentire quanto esse sono estendibili, quale forma più dolce, e se si può dire, più generosa ancora di quella che Freud ha loro dato, esse possono rivestire.”¹

“Questa attitudine consiste nel volersi conoscere, se posso osare, solo attraverso i segni. Invece di ascoltare il sentimento stesso o la sensazione in sé, Freud va a cercarli solo nei loro effetti, nei loro sintomi.”¹
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  “(…) anche il sano possiede, nella sua vita psichica, ciò che di per sé è soltanto rende possibile sia la formazione dei sogni, sia quella dei sintomi … anch’egli ha compiuto rimozioni, … spende una certa energia per mantenerle, … il suo sistema dell’inconscio cela impulsi rimossi e ancora investiti di energia, … una parte della sua libido è sottratta alla disponibilità del suo Io. Anche il sano è quindi virtualmente un nevrotico, ma, a quanto pare, l’unico sintomo che è capace di formare è il sogno. … La differenza fra sanità nervosa e nevrosi si limita quindi al campo pratico e si determina a seconda del risultato, a seconda cioè che alla persona sia rimasto o meno un sufficiente grado di capacità di godere e di fare.” - Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi – Terapia analitica, pg. 605 – Bollati Boringhieri, 1989  
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¹ Jacques Rivière, Quelques progrès dans l’étude du cœur humain - Librairie de France, Les Cahiers d’Occident, 1926
(Jacques Rivière, Sur une généralisation possible des thèses de Freud – Le Disque vert, 1924)
Conferenza al Vieux-Colombier, 10 gennaio 1923 >


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