|
Come
abbiamo detto, anche Rivière nutriva alcune riserve
riguardo a Freud, per esempio riguardo alla supposta
velocità di certe sue conclusioni: “Spessissimo lo si
vede, dopo aver semplicemente riportato un fatto, farne
uscire un’affermazione immediatamente generale;
spessissimo gli è sufficiente il poter
interpretare un fatto nel senso della sua teoria perché
ogni
altra interpretazione gli paia esclusa.”¹
Sarebbe una specie di ubriacatura dovuta alla
“incontestabile vittoria riportata sugli enigmi della
natura”¹
quella che condurrebbe Freud addirittura all’ “imperialismo”¹,
che Rivière spiega così: “Voglio dire che egli cerca
di annettere troppi fenomeni alla sua spiegazione. In
particolare la sua interpretazione dei sogni
e dei lapsus, che è ricca di osservazioni profonde, mi
sembra allo stesso tempo, nell’insieme, molto più
fittizia e molto meno convincente della sua teoria delle
nevrosi.”¹
Rivière
non è però parco nel riconoscere a Freud una certa
grandezza, poiché a lui dobbiamo “quelle scoperte
psicologiche … che ci mostrano quale luce prodigiosa può
essere infusa sullo studio dei fatti interiori e in
particolare dei sentimenti. Vorrei soprattutto far sentire
quanto esse sono estendibili, quale forma più dolce, e se
si può dire, più generosa ancora di quella
che
Freud ha loro dato, esse possono rivestire.”¹
|
“Questa
attitudine consiste nel volersi conoscere, se
posso osare, solo attraverso i segni. Invece di
ascoltare il sentimento stesso o la sensazione in
sé, Freud va a cercarli solo nei loro effetti,
nei loro sintomi.”¹
|
|
|
 |
p |
 |
| |
“(…)
anche il sano possiede, nella sua vita psichica,
ciò che di per sé è soltanto rende possibile
sia la formazione dei sogni, sia quella dei
sintomi … anch’egli ha compiuto rimozioni, …
spende una certa energia per mantenerle, … il
suo sistema dell’inconscio cela impulsi rimossi
e ancora investiti di energia, … una parte della
sua libido è sottratta alla disponibilità del
suo Io. Anche il sano è quindi virtualmente un
nevrotico, ma, a quanto pare, l’unico sintomo
che è capace di formare è il sogno. … La
differenza fra sanità nervosa e nevrosi si limita
quindi al campo pratico e si determina a
seconda del risultato, a seconda cioè che alla
persona sia rimasto o meno un
sufficiente grado di capacità di godere e di fare.”
- Sigmund
Freud, Introduzione
alla psicoanalisi – Terapia analitica, pg.
605 – Bollati Boringhieri, 1989 |
|
 |
p |
 |
|