|
Rivière
scopre in Freud un’altra idea “di importanza
considerevole”¹:
quella della rimozione“alla
quale bisogna collegare quella di una censura dei sogni”¹.
L’essenza
di questa censura è desunta da Freud dalla sua esperienza
pratica: “Freud crede di constatare che vi è in ogni
soggetto che si analizza, o semplicemente che si
interroga, una resistenza istintiva a ogni domanda, a ogni
sforzo per penetrare al fondo dei suoi pensieri. Questa
resistenza è sottoposta a variazioni di intensità. Il
malato è più o meno ostile, più o meno critico, in
relazione a quanto la cosa su cui il medico cerca di far
luce gli è più o meno sgradevole. … Questa forza che
si incontra quando si vuol lavorare alla guarigione del
paziente è la stessa che ha prodotto inizialmente la
malattia rimuovendo un processo psichico che
dall’inconscio tendeva verso il conscio … ‘Il
sintomo è un sostituto di ciò che in quel punto non ha
avuto luogo.’”¹
|
|
 |
p |
 |
| |
“Le
tendenze che esercitano la censura sono quelle che
vengono riconosciute dal giudizio vigile del
sognatore, e con le quali egli si sente solidale.
… Le tendenze contro le quali si rivolge la censura
onirica … sono di natura assolutamente
riprovevole, sconvenienti sotto il profilo etico,
estetico, sociale, cose alle quali non si osa
pensare o si pensa solo con ribrezzo.”
Sigmund
Freud, Introduzione alla psicoanalisi – Censura onirica, pg. 314 –
Bollati Boringhieri, 1989
|
|
 |
p |
 |
|