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“Freud
mette in luce la presenza nella coscienza di una attività
riduttrice o deformatrice della nostra
spontaneità oscura. Egli la mostra all’opera
nei nostri sogni, e la chiama allora censura”¹
“(…)
una forza segreta modifica e traveste i nostri
pensieri inconsci e non permette loro di
raggiungere il nostro spirito che sotto la
specie enigmatica del sogno.”¹ |
Le
conclusioni che Rivière trae dalla dottrina freudiana
sono sorprendenti, partendo dal presupposto che “detto
in altro modo, i sintomi nevrotici e i sogni corrispondono
a uno sforzo delle nostre diverse sincerità per
manifestarsi contemporaneamente. L’insieme di questa
concezione mi pare essere di un’importanza e di una
novità straordinarie. … La scoperta in noi di un
principio ingannatore, di un’attività menzognera, può
dunque fornirci una visione assolutamente nuova di tutta
la vita cosciente. Esagero la mia idea: tutti i nostri sentimenti sono sogni, tutte le
nostre opinioni equivalgono strettamente a dei sintomi
nevrotici.”¹
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“(…)
L’Io è
quell’istanza psichica che … di
notte va a dormire e che anche allora esercita
la censura
onirica. Provengono da questo Io anche le
rimozioni mediante le quali alcune tendenze
psichiche non soltanto rimangono ecluse dalla
coscienza, ma anche dagli altri modi di agire e di
farsi valere. Ciò che viene messo da parte
mediante la rimozione si contrappone all'Io
durante l'a’alisi, e compito dell'analisi è
eliminare la resistenze che l'Io manifesta a
occuparsi del rimosso.”
Sigmund
Freud, L’Io
e l’Es – Coscienza e Inconscio, pg. 480
– Bollati Boringhieri, 1989 |
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