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“Toute femme sent que, plus son pouvoir sur un homme est grand, le seul moyen de s’en aller, c’est de fuir. Fugitive parce que reine, c’est ainsi”
Albertine scomparsa

Citazioni

Più che qualunque altra parte della Recherche, Albertine disparue è un montaggio di pezzi di provenienza e di date diversi. La parte principale (partenza e morte di Albertine, tormenti della gelosia, indagini, dolore e oblio) è composto da Proust tra il dicembre 1911 e l’ottobre 1914, cioè dopo la partenza e la morte di Agostinelli. In seguito, vi vengono uniti frammenti di cui alcuni risalgono al 1908, prima ancora dell’inizio della Recherche, e altri sono datati 1909-1911, quando comincia a tratteggiarsi il romanzo. In Albertine disparue sono però presenti anche parti datate 1919 e 1922.
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  “Opera postuma, Albertine disparue non è che una minuta” - (Benjamin Crémieux, Nouveauté d’Albertine disparue, N.R.F. 1926)  
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La conversione del protagonista in narratore si prepara in Albertine disparue non perché egli modifichi le sue abitudini, dato che già viveva quasi sempre chiuso nella sua camera dopo il ritorno da Balbec: la pigrizia, la passività, la procrastinazione infinita del protagonista non hanno fatto che aggravarsi nel corso del lutto. Vista da fuori, la sua vita rimane identica, anche se più mediocre e insopportabile. Ma noi dobbiamo prendere alla lettera l’affermazione del narratore, e ne troviamo la ragione nelle prime pagine del libro, all’annuncio della partenza di Albertine: “Questo dolore era il più grande di tutta la mia vita”. Il cambiamento che si produce è una conversione, sotto l’effetto ripetuto della partenza e poi della morte di Albertine. Fino ad allora il protagonista era portato al mondo esterno dal suo desiderio: dimentico della sua vocazione originaria, quella di scrivere, egli cercava l’amicizia, l’amore, il mondo, era sul lato dei vivi. Dopo il soggiorno a Tansonville che chiude Albertine disparue e apre l’ultimo volume, egli sparisce in una casa di cura, ma già dopo la partenza di Albertine, egli è passato dall’altro lato: il mondo esterno ha smesso di attirarlo e non esiste che per alimentare i suoi sentimenti e la sua immaginazione. Più che tutti gli altri libri della Recherche, Albertine disparue è un grande monologo. La tonalità generale di Albertine disparue è crepuscolare. Dice Albertine: “non dimenticherò questa passeggiata due volte crepuscolari (perché faceva notte e perché stavamo per lasciarci) …”. E’ così che Proust ha scritto nella la sua ultima lettera ad Agostinelli, nel giorno in cui questi morì: “Vi ringrazio molto della vostra ultima lettera, una frase era incantevole (crepuscolare, ecc.)”.